Venezia SI Libera
Benvenuto nella mia Home Page dedicata alla città di Venezia, nella quale viene trattato il problema della separazione amministrativa tra Venezia e Mestre.
Il VERO problema di Venezia
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Molte persone ritengono che il principale problema di Venezia sia il fenomeno dell' ACQUA ALTA: SBAGLIATO!!!!!! |
Acqua alta in Piazza San Marco. |
Il più grave problema di Venezia è l' ESODO: negli ultimi decenni, oltre 100.000 persone e decine di grandi imprese sono state costrette ad abbandonare la città lagunare.
| ANNO | VENEZIA | ESTUARIO |
| 1951 | 174.808 | 44.037 |
| 1960 | 145.402 | 49.025 |
| 1972 | 106.516 | 49.339 |
| 1984 | 87.936 | 48.885 |
| 1993 | 73.149 | 46.448 |
| 2003 | 63.925 | 31.746 |
Ufficialmente l'esodo è causato da ragioni di costi e di comodità, ma indagando più in profondità, si può scoprire la vera causa dell'esodo da Venezia
La VERA causa dell'esodo
Dovete sapere che, attualmente, il Comune di Venezia è composto da circa 275.000 abitanti ed è uno dei Comuni territorialmente più estesi di tutta Italia .
Purtroppo solo 95.000 persone abitano a Venezia e nelle isole, le altre 175.000 risiedono in terraferma, come si può evincere dal grafico sottostante:

Questo grafico evidenzia il vero problema di Venezia: la città più bella del mondo NON E' GOVERNATA DA VENEZIANI, ma da Mestrini, ovvero da gente nata fuori Venezia, abitante a Mestre-Marghera e priva di legami affettivi con la città lagunare.
Queste persone non amano Venezia, e non sono minimamente interessate alla sua salvezza, anzi sono proprio loro a volere ed a favorire l'esodo di attività e di abitanti dalla città storica verso la loro città di terraferma.
Si tratta di un vero e proprio CONFLITTO DI INTERESSI: chi dovrebbe battersi per salvare Venezia, è, in realtà, il primo trarne vantaggio dalla morte..........
Per rendere l'idea della gravità della situazione basti pensare che nell'attuale Comune di Venezia, solo 17 consiglieri comunali sono Veneziani, ben 29 sono residenti in terraferma.

=consigliere mestrino (residente in terraferma)
=consigliere
comunale residente a
Venezia
Unione con Mestre = Morte per Venezia
Le conseguenze di questa situazione amministrativa sono, purtroppo, infauste per la città lagunare.
Tutti i fondi, anche parte della legge speciale, vengono deviati in Terraferma e tutte le più importanti attività della città lagunare (Università, Sede Rai, vari Enti pubblici e recentemente il Casinò), vengono VOLONTARIAMENTE trasferite fuori Venezia al solo scopo di favorire la campagna elettorale dei politici di terraferma.
Tutte le scelte fondamentali vengono effettuate contro Venezia: basti pensare alla chiusura dell'Ospedale al Mare e al forte ridimensionamento dell'Ospedale Civile a favore del nuovo, quanto completamente inutile, Ospedale di Mestre.
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Esempi di degrado a Venezia |
Il 95 % delle fondamenta veneziane si trova in questo stato. |
L'unica soluzione possibile: la separazione Amministrativa da Mestre
L'unica possibilità per risolvere questa pericolosa situazione è rappresentata dalla creazione di un nuovo Comune autonomo comprendente la città storica e le isole della laguna.
I politici del nuovo comune autonomo di Venezia avranno tutto l'interesse a bloccare l'esodo e dovranno rispondere del loro operato ai soli Veneziani.
E' pacifico che non si sognerebbero nemmeno di chiudere gli ospedali veneziani per finanziarne uno in terraferma e anche le soluzioni abitative dovranno essere trovate all'interno dell'area lagunare senza costringere i giovani veneziani all'emigrazione
Allo scopo di porre rimedio a questa situazione, sono stati indetti 3 Referendum di separazione Venezia-Mestre, nel 1979, 1989 e 1994.
La percentuale di favorevoli all'autonomia è sempre cresciuta e, nell'ultima consultazione, i favorevoli alla divisione hanno raggiunto il 43,86% a Venezia e il 44,74% in terraferma.
Ancora una volta il comportamento dei Veneziani è stato deludente: in tutti i referendum la percentuale di favorevoli all'autonomia (e quindi alla salvezza di Venezia) é stata molto bassa, mentre è stata abbastanza elevata nelle isole.
Non riescono ancora comprendere che Venezia se vuole avere un futuro non può essere governata da un Comune composto per maggioranza da mestrini, da persone che NON FANNO GLI INTERESSI DI VENEZIA, ma SOLO quelli della terraferma.
L'unica giustificazione che riconosco ai Veneziani è che, in effetti, i mass-media locali nulla hanno fatto perché vi fosse una chiara e onesta informazione: molti veneziani non sono a conoscenza della realtà e del funzionamento del Comune e scopo di questa pagina è anche quello di fornire maggiori informazioni a tale riguardo.
E' Pericoloso Votare NO
Il sempre maggiore accentramento a Mestre di uffici, enti e finanziamenti comunali, ha fatto nascere e crescere istanze autonomistiche locali.
Recentemente, infatti, la zona di Cavallino - Treporti, attraverso una consultazione referendaria, è diventata comune Autonomo.
In questo referendum solo il 60% degli elettori ha votato a favore del Comune indipendente da Venezia, mentre, nel 1994, ben il 70% dei votanti aveva espresso la volontà di restare CON Venezia, ma SENZA la terraferma.
Naturalmente i giornali "dimenticarono" di far notare questo particolare........... e si limitarono a parlare di semplice volontà di dividersi da Venezia...........
Se Venezia fosse stata Comune autonomo, la zona del Cavallino non si sarebbe nemmeno sognata di chiedere la separazione, essendo, al contrario della terraferma, una realtà storicamente e culturalmente molto legata a Venezia.
Purtroppo, a causa della testardaggine di molti Veneziani a non volersi separare dalla terraferma, Venezia rischia di perdere nel tempo anche le isole, entità assai più Veneziane dell'agglomerato urbano di Mestre-Marghera.
E' infatti sorto al Lido il "Comitato dei due Lidi", con lo scopo di creare un Comune Autonomo comprendente le isole del Lido e di Pellestrina.
GLI SPECIALI
(clicca sulla notizia per leggere il servizio)
Il polo riabilitativo e gli attuali servizi erogati ai lidensi non chiuderanno.
Altrimenti scenderò in piazza con voi a fare le barricate indossando la fascia tricolore.
Queste le bugie raccontate dall'allora sindaco
Massimo Cacciari, a Settembre 2003 L'Ospedale al Mare ha chiuso i battenti abbandonato da tutti....
Le infrastrutture saranno vendute per finanziare l'inutile nuovo ospedale di Mestre.
Ora i politici promettono che il Civile non Chiudera': sono molto preoccupato
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Speciale Sanità
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A settembre 2003 chiuderà i battenti L'ospedale al Mare: con l'immenso patrimonio immobiliare dell'ULSS, lascito di cittadini veneziani, verrà finanziato l'inutile nuovo Ospedale di Mestre. Il losco e disonesto disegno della classe politica di terraferma punta alla chiusura dell'Ospedale Civile per poter giustificare la costruzione di un nuovo, e del tutto inutile, Ospedale a Mestre ( quello già esistente è più che sufficiente per le esigenze della terraferma)" Finalmente iniziano a formarsi comitati spontanei per la difesa della Sanità Veneziana e le prime proteste iniziano ad evidenziarsi. Particolarmente attiva è l'Associazione "Viversani a Venezia" ecco di seguito un estratto di un suo comunicato a Mezzo quotidiani locali: |
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![]() - L'ospedale al Mare del Lido - ![]() - Manifesto di protesta - ![]() - L'Ospedale Civile di Venezia - ![]() - Manifestazione contro i tagli - |
Ecco un estratto di una lettera dell'Associazione "Viversani a Venezia" pubblicata nel gazzettino del (20/08/2003). Purtroppo la maggior parte dei Veneziani non sa che la regione, con l'avallo del Comune, ha deciso di chiudere l'Ospedale SS. Giovanni e Paolo, oppure fatica a crederci. La regione a deciso che il nuovo Ospedale di Zelarino sarà l'ospedale dei Veneziani. In pratica tutti saranno costretti a curarsi lì e a Venezia rimarrà solo un'astanteria. Una decisione demenziale solo a pensarci, ma normale per i consiglieri regionali terrafermieri, che hanno ben altri interessi da difendere. .............................I partiti non hanno considerato suicida questa scelta, anzi ne sono molto convinti. L'avvio dell'operazione avvenne ai tempi del sindaco Cacciari, con l'unione delle due Ulss mestrina e Veneziana.Fu l'inizio della fine per i residui Ospedali Veneziani; il Giustinian, L'ospedale al Mare e ora il Civile. Un disegno premeditato sul quale tutti i partiti sono d'accordo o quasi. Che dire dell'attuale Sindaco Costa? Nel suo programma elettorale indicò come punti qualificanti la Sanità al Lido e la permanenza del Casinò: mai parole si rilevarono più bugiarde alla prova dei fatti. |
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In un assemblea pubblica in quartiere S. Lorenzo, dichiarò che il baricentro della Sanità si sarebbe spostato in terraferma e che avrebbe chiuso il Civile se non si sarebbe realizzato la sublagunare. Non ha battuto ciglio neppure quando i tre saggi in sanità da lui nominati, hanno indicato in Mestre l'Ospedale di riferimento anche per Venezia, la chiusura del Civile ai ricoveri, il mantenimento del polo riabilitativo al Lido. Ma per il Lido si è preferito affidare tutto al privato.Domanda: quali appetiti lucrosi e quali intese ci sono tra ULSS e Comune per la vendita ai privati delle aree dismesse all'ospedale al Mare? Dopo il diniego del sindaco Costa alla mia richiesta di fare ricorso al TAR contro le schede regionali (come hanno fatto una dozzina di comuni nel Veneto), se ne è fatta carico l'associazione "Viversani", che si è rivolta pure al difensore civico regionale e presto alla Magistratura. La realtà è che Venezia e Mestre non sono omologabili e le distanze diventano insormontabili quando vi è di mezzo l'acqua (pensiamo a Pellestrina e Lido), le condizioni metereologiche avverse, la nebbia, il ponte della Libertà, il traffico di Mestre. Inoltre Venezia è una città internazionale, con i suoi centomila abitanti, i dodici milioni di turisti annui, le migliaia di studenti universitari, le presenze exracomunitarie. Per la città lagunare si profilerebbe un collasso sia dal punto di vista dell'esodo, sia per l'economia turistica. E' interessante notare che, lo stesso direttore dell'Ulss 12, in recenti interviste, ha parlato del pericolo che il Civile possa trasformarsi in un'astanteria ed ha invitato i Veneziani a mobilitarsi, un invito che va preso sul serio. Questo Comunicato rende bene l'idea della situazione della Sanità veneziana che rende necessarie alcune riflessioni: 1) Il declino della Sanità Veneziana è cominciato nel 1996 con l'unione delle due ULSS Veneziana e Mestrina, prima della fusione L'Ulss Veneziana garantiva un ottimo servizio sanitario ai Veneziani. (per chi avesse ancora dei dubbi sulla convenienza di separarsi da Mestre). 2) Il nuovo ospedale di Mestre verrà finanziato, direttamente o indirettamente poco importa, con l'immenso patrimonio immobiliare che apparteneva all'ULSS 11 Veneziana.Si tratta di lasciti effettuati da cittadini per la città di Venezia e non per il nuovo Ospedale di Mestre 3) Il nuovo Ospedale a Mestre non serve a nulla dato che quello esistente è più che sufficiente per le esigenze della terraferma, esistono sicuramente forti interessi per una costruzione inutile che costerebbe oltre 350 miliardi delle vecchie lire. 4) La verità è che i politici hanno svenduto la sanità a Venezia: contrariamente a ciò che dicono il nuovo ospedale di Zelarino provocherà la chiusura del Civile, in quanto è già previsto che dovrà servire anche l'utenza Veneziana. ![]() - manifesto di protesta - |
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